Gigi Masin e la sua musica, da Björk alla Biennale

Gigi Masin, veneziano classe 1955, ha pubblicato nel 1986 un disco autoprodotto chiamato Wind. Lo regalava ai concerti. Sedici anni dopo, Björk ne campionò una traccia in un singolo del suo Greatest Hits, Per Masin fu una involontaria sponda al successo planetario. Da musicista invisibile in Italia è diventato un riferimento dell’ambient mondiale. La Biennale Musica 2026 celebra i quarant’anni di quel disco.

Giorgio Di Venere

Ascolta la sintesi AI 1927 nasce a Mestre 1960 primo premio Bevilacqua La Masa 1998 mostra di Marco Goldin 2022 Premio Mestre alla carriera 2025 si spegne a 98 anni Sintesi Pittore e incisore mestrino. Nato a Mestre il primo febbraio 1927, si forma all’Istituto d’Arte di Venezia con Guido Balsamo Stella e Carlo Dalla … Leggi tutto

Dall’Umberto I° all’Ospedale dell’Angelo: un secolo di sanità a Mestre

Nel 1906 il Comune di Mestre si pagò il suo ospedale in centro città grazie a collette e donazioni. Cent’anni dopo lo spostò a Zelarino. Tra l’Umberto I° e l’ospedale dell’Angelo non c’è solo un trasloco ma un secolo di discussioni sulla sanità del territorio.

Il Triveneto e la TV digitale terrestre: tre switch-off in quindici anni

Il Triveneto è stato il laboratorio nazionale del digitale terrestre. Tre switch-off in quindici anni: il primo fra il 2009 e il 2010 con l’addio all’analogico; il secondo nel 2022 con la cessione della banda 700 al 5G; il terzo iniziato nel 2024 col passaggio al DVB-T2. Ogni passaggio ha cambiato regole, frequenze, antenne. E ha lasciato indietro qualcuno: anziani, case di montagna, paesi al confine.

Roberto Succo: Mestre, la follia omicida, il mito criminale a teatro

Mestre, 1981. Roberto Succo, 19 anni, uccide entrambi i genitori in via Terraglio. È dichiarato infermo di mente e internato nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Reggio Emilia. Nel 1986 evade. In Francia gli vengono attribuiti cinque omicidi, di cui due poliziotti. Catturato in Italia due anni dopo, sale sul tetto del carcere di Treviso. Si suicida in cella a Vicenza. Cinema, teatro e letteratura hanno ricostruito le sue folli gesta.

Venezia e l’inarrestabile crollo demografico

Nel 1951 il centro storico di Venezia aveva 174.808 abitanti. A fine 2025 ne ha 47.625: come a dire che tre residenti su quattro sono andati via nell’arco di settantacinque anni. Una catena cumulativa di eventi: l’industrializzazione di Porto Marghera, l’acqua granda 1966, la progressiva chiusura delle fabbriche insulari. Più recentemente poi il turismo di massa e l’allargamento degli affitti brevi ad aggravare il problema casa.

Il Palais Lumière di Cardin: la mega-torre mai nata e l’alternativa segreta all’Ospedale dell’Angelo

Un grattacielo alto più del doppio del Campanile di San Marco, firmato da un genio della moda. Nella Macchina del Tempo scopriamo il Palais Lumière di Pierre Cardin. Una cattedrale di vetro da due miliardi di euro che doveva sorgere a Porto Marghera, ma che avrebbe potuto svettare anche vicino all’Ospedale dell’Angelo. Storia di una grande opera rimasta solo sulla carta.