Gigi Masin e la sua musica, da Björk alla Biennale

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1955

Il musicista Gigi Masin nasce a Venezia

1986

Esce il suo disco “Wind”, autoprodotto in poche copie e prevalentemente regalato agli amici

2002

Björk campiona “Clouds” di Masin in It’s in Our Hands, credendo fosse dei To Rococo Rot

2014

“Talk to the Sea” su Music From Memory, completa il lancio mondiale di Gigi Masin

2026

La Biennale Musica di Venezia riscopre Masin celebrando i quarant’anni di Wind

Sintesi

Gigi Masin, veneziano classe 1955, ha pubblicato nel 1986 un disco autoprodotto chiamato Wind. Lo regalava ai concerti. Sedici anni dopo, Björk ne campionò una traccia in un singolo del suo Greatest Hits, Per Masin fu una involontaria sponda al successo planetario. Da musicista invisibile in Italia è diventato un riferimento dell’ambient mondiale. La Biennale Musica 2026 celebra i quarant’anni di quel disco.

Contesto

A Mestre, nei primi dieci anni di vita delle radio private c’era uno speaker con una voce più profonda delle altre. Gli studi delle varie emittenti li aveva passati praticamente tutti. Una notte a metà anni ’80 si tolse una grande soddisfazione: far girare il suo disco che si era autoprodotto in qualche decina di copie. Si chiamava Wind e Gigi Masin lo aveva regalato agli amici più cari oltre a iniziare a promuoverlo a qualche casa discografica. In un panorama musicale delle radio libere basato prevalentemente su generi commerciali, la sua musica andava in direzione opposta: piano, sintetizzatori, silenzi lunghi, un Korg Poly-800 e atmosfere immersive.

Masin nasce a Venezia nel 1955. Studiare musica fu per lui inizialmente un’impresa da autodidatta: prima la chitarra ispirandosi al suo idolo John Martyn, poi il pianoforte. In mezzo, ore e ore di trasmissioni nelle radio libere a partire dai diciotto anni. Lavorava in teatro, manipolava giradischi al rovescio, registrava su nastro, costruiva collage sonori. Quando le piccole radio di città inziarono a chiudere lasciando spazio a network più strutturati la sua musica era già qualcos’altro.

Wind uscì nel 1986 in pochissime copie, distribuito a mano nei piccoli concerti. La stampa italiana lo ignorò. Ma Gigi Masin guardava già oltre. Nel 1989 arrivò la collaborazione con Charles Hayward dei This Heat per la etichetta belga Sub Rosa: dentro c’era una traccia chiamata “Clouds”. Sarebbe diventata, anni dopo, una delle melodie più campionate della musica elettronica contemporanea. Nel 1991 un altro disco, The Wind Collector, finì restituito dai distributori.Masin si sposò con Eugenia (altra calda voce della radiofonia locale), ebbero due figli gemelli, andò a lavorare alle Poste. La musica si fermò, ma solo apparentemente.

La copertina originale di Wind, 1986

La storia musicale di Masin riparte a migliaia di chilometri di distanza e in maniera totalmente imprevedibile. Un gruppo tedesco, i To Rococo Rot, aveva usato “Clouds” per nove minuti all’interno di Die Dinge des Lebens, senza dichiarare i crediti del motivo di Masin. Björk ascoltò quel pezzo, se ne innamorò e lo volle campionare per It’s in Our Hands, singolo del suo Greatest Hits del 2002. Di Björk il musicista veneziano se ne accorse e chiese conto all’artista scandinava, la quale aveva indicato come fonte autoriale i tedeschi. Solo allora, costretti dal coinvolgimento di Björk, i To Rococo Rot dovettero fare i conti con l’autore vero. Masin lo raccontò: «All’inizio ero davvero arrabbiato. Sapere che altri stavano facendo soldi e fama con il tuo aiuto, sconosciuto, è una sensazione pesante da accettare».

Nel 2007 poi un’alluvione annegò in pratica quasi tutto il suo archivio organizzato nel garage di casa a Mestre: nastri, strumenti, le copie rimaste dei suoi dischi inizialmente autoprodotti. Sembrava la fine di tutto, invece da qui iniziò la sua scalata al successo. Comprò un computer, avviò una nuova fase. Nel 2013 arrivò una mail da Amsterdam: due ragazzi del negozio di dischi Red Light, Jamie Tiller e Tako Reyenga, avevano fondato un’etichetta, Music From Memory, e volevano fare una compilation della sua musica. Lui aveva talmente tanto materiale che dovettero scegliere a ritroso. Talk to the Sea uscì nel 2014. Dopo quasi trent’anni, il mondo cominciava ad accorgersi di lui.

E da tutto il mondo arrivarono continue chiamate. I Gaussian Curve con Jonny Nash e Young Marco. La residenza al Padiglione Francese della Biennale d’Arte 2017, trasformato in studio di registrazione da Xavier Veilhan. I Tempelhof. Apollo Records, etichetta ambient di R&S. Sacred Bones nel 2026. Post Malone aveva campionato “Clouds” nel frattempo, in Big Lie, prodotto da DJ Mustard. La traccia girava nei brani dei rapper giapponesi. Caroline Polachek, Oneohtrix Point Never, Devendra Banhart erano fan dichiarati.

In Italia ha dovuto aspettare. La Biennale Musica 2026, sotto la direzione di Caterina Barbieri, gli dedica il quarantennale di Wind a ottobre. È casa che lo riconosce, finalmente. Nel mezzo c’è stato il dolore: la moglie scomparsa dopo una lunga malattia, Vahiné nel 2022 come tributo. Nato dopo aver visto, alle quattro del mattino, un documentario sulle danzatrici tahitiane nei momenti topici del lutto. E il successo planetario diventò finalmente tale anche nel suo mondo di sempre.

Suona poco a Venezia e prevalentemente all’estero. Il prossimo disco, Movement, esce per Sacred Bones a fine maggio 2026, l’anno in cui Wind compie quarant’anni. La musica che nessuno voleva ascoltare è diventata, lentamente, una delle più ascoltate del genere ambient nel mondo.

Fonti e documenti

Per ricostruire la vicenda umana e musicale di Gigi Masin

Gigi Masin: quando i sogni non hanno un’età Davide Coppo — Rolling Stone Italia — dicembre 2022 La lunga intervista che è oggi il documento italiano più ricco sull’aspetto umano: la versione di prima mano del sample di Björk, il rapporto difficile con Venezia, il dolore per la moglie, la rabbia verso la condizione dei musicisti italiani.

Come nasce un disco di culto: l’intervista a Gigi Masin Francesco Fusaro — Rockit.it — ottobre 2015 L’intervista più importante per ricostruire il prima: nascita di Wind, library music, scelta di non emigrare, scoperta dei sample. Nei commenti interviene Marco Pandin di Divergo Records con correzioni e integrazioni di prima mano.

Gigi Masin (live a Palazzo delle Zattere, V-A-C Foundation) Mirco Salvadori — Rockerilla — novembre 2018 Memoria di un testimone diretto. Salvadori conobbe Masin in radio a Mestre negli anni Ottanta, quando Wind girava ancora a mano sul giradischi degli studi radiofonici di Mestre. 

Suonare il silenzio. Intervista a Gigi Masin Sentireascoltare — ottobre 2018 La pagina più bella sulla relazione tra Masin e Venezia: il “silenzio” della laguna, le rondini in autunno, la critica feroce alla stampa locale che dedica spazio agli amici dei potenti. Pendant filosofico al pezzo Rolling Stone.

Biennale, viaggio tra identità e suoni Il Gazzettino, marzo 2026 La fonte veneta locale per il presente. Il quotidiano veneziano dà conto del riconoscimento Biennale Musica 2026 a Masin, “veneziano classe 1955 che ha saputo innovare la musica con la sua appassionata ricerca”. Il cerchio che si chiude a casa sua.

Teatro Danza Musica 2026: i programmi La Biennale di Venezia, sito ufficiale, marzo 2026 La scheda biografica della Biennale per il quarantennale di Wind a ottobre 2026, firmata dalla direzione artistica Caterina Barbieri. “Figura anomala del panorama musicale italiano”.

Gigi Masin: le interviste di OndaRock OndaRock Webzine musicale italiana di riferimento. Intervista lunga e ragionata, con il taglio editoriale italiano sull’artista: l’eleganza che resta, le contraddizioni del Belpaese, la passione per Weather Report.

Gigi Masin, un mix(er) di successo in tutte le sue declinazioni musicali Gigi Fincato, Venezia Italiani, aprile 2024 Conferma il dato del lavoro alle Poste in parallelo alla musica, e include il dettaglio del sogno mai realizzato di suonare in Piazza San Marco “come ogni buon veneziano”.

Per ricostruire il successo internazionale di Gigi Masin

Intervista — Gigi Masin / The Bear On The Moon / Divergo / Music From Memory Test Pressing, 2013/2014 La scoperta da parte di Music From Memory. Intervista in cui Masin racconta come Tako e Jamie di Red Light Records lo trovarono. Contiene la frase chiave sui sample non riconosciuti: la rabbia, poi il sorriso.

Gigi Masin: Talk to the sea Andy Beta, Resident Advisor, luglio 2017 La consacrazione internazionale. Feature sulla testata di riferimento mondiale dell’elettronica. Il pezzo è il documento di quando Masin smise di essere un segreto.

Pagina dedicata a Gigi Masin WhoSampled Il fenomeno-sample con tutte le 30+ connessioni di “Clouds”: Björk, Post Malone (prod. DJ Mustard), Nujabes, To Rococo Rot, Black Eyed Peas. 

Gigi Masin, “Calypso” — Album of the Day Andy Beta, Bandcamp Daily, febbraio 2020 Stesso autore del pezzo Resident Advisor, ma con una definizione che ha fatto fortuna: “una sorta di Eno egeo”. Il dato cronologico chiave dell’alluvione del 2007 come spartiacque paradossale.

Talk to the Sea — pagina ufficiale Music From Memory, Bandcamp ufficiale, febbraio 2014. L’etichetta che ha riscoperto Masin. Pagina della compilation del 2014 che cambiò tutto, con liner notes originali.

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