I grandi colpi della Mala: dall’Hotel Des Bains al furto della reliquia di Sant’Antonio

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1982

L’attacco al lusso: Un commando armato assalta l’Hotel Des Bains al Lido di Venezia, inaugurando la stagione dei grandi colpi miliardari (in lire).

1983

L’Aeroporto: La banda alza il tiro e colpisce l’Aeroporto Marco Polo di Tessera.

1984

Il Casinò del Lido: Un’altra azione clamorosa, calcolata al millimetro, svuota le casse del Casinò del Lido di Venezia, confermando il controllo militare del territorio.

10 ottobre 1991

L’oltraggio al Santo: Un commando entra armato nella Basilica di Sant’Antonio a Padova e ruba il reliquiario del Mento. L’obiettivo è ricattare lo Stato.

20 dicembre 1991

Il ritrovamento: Dopo 71 giorni, la reliquia viene ritrovata. Ufficialmente a Fiumicino, ma emergeranno in seguito i contorni di una restituzione patteggiata nel territorio veneto.

Sintesi

Nel corso degli anni Ottanta e dei primi anni Novanta, la Mala del Brenta compì una serie di rapine e assalti armati che per audacia, precisione militare e valore degli obiettivi non avevano precedenti nel Nordest. Sotto la guida di Felice Maniero, l’organizzazione decise di colpire sistematicamente i centri nevralgici dell’economia e del turismo d’élite veneziano: l’Hotel Des Bains (1982), l’Aeroporto Marco Polo (1983) e il Casinò del Lido di Venezia (1984). Questa escalation di violenza culminò nel 1991 con un atto di natura eversiva: il furto armato all’interno della Basilica di Sant’Antonio a Padova. Non un semplice furto d’arte, ma un sequestro a scopo di estorsione orchestrato per costringere lo Stato italiano a cedere su questioni carcerarie e misure di sorveglianza che riguardavano i vertici dell’organizzazione.

Contesto

Le azioni di forza della Mala del Brenta non erano dettate solo dalla necessità di accumulare capitali da reinvestire nel narcotraffico, ma rappresentavano un chiaro messaggio di dominazione del territorio. Colpire luoghi blindati e simbolici come l’Hotel Des Bains o il Casinò del Lido di Venezia significava dimostrare alle istituzioni e alle cosche rivali un livello di organizzazione paramilitare ineguagliabile in Veneto.

Tuttavia, il colpo che segnò il punto di non ritorno nei rapporti con lo Stato si consumò il 10 ottobre 1991, alle 18:20, all’interno della Basilica di Sant’Antonio a Padova. Tre banditi con il volto coperto da passamontagna fecero irruzione armi in pugno, immobilizzarono le guardie e i fedeli, e infransero il cristallo della nicchia centrale. Fuggirono

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Fonti e documenti

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