Giorgio Di Venere

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1927

nasce a Mestre

1960

primo premio Bevilacqua La Masa

1998

mostra di Marco Goldin

2022

Premio Mestre alla carriera

2025

si spegne a 98 anni

Sintesi

Pittore e incisore mestrino. Nato a Mestre il primo febbraio 1927, si forma all’Istituto d’Arte di Venezia con Guido Balsamo Stella e Carlo Dalla Zorza. Insegna calcografia e xilografia ai Carmini dal 1968 al 1983. Iscritto all’Associazione Incisori Veneti dal 1960, espone in Italia e all’estero. Nel 2022 riceve il Premio Mestre di Pittura alla carriera. Muore a Venezia il 29 dicembre 2025, a un mese dal suo novantanovesimo compleanno. Una vita dipinta nei colori della pittura veneta.

Contesto

Mestre, anni Trenta. Quattro fratelli in casa, il padre impiegato alle Ferrovie, la madre che fa i salti mortali per arrivare a fine mese. Giorgio Di Venere è il secondo. Quando finisce le elementari, resta un anno fermo a casa: non ha un paio di scarpe decenti per andare a scuola a Venezia. Per uscire a giocare aspetta che la sorella maggiore rientri, e si infila le sue. (“Sembra tutto assurdo ma non sto esagerando”), racconterà nel 2007 in un’intervista a Michele Beraldo: “mia madre se comperava le scarpe a un figlio non poteva comperarle anche agli altri”. Eugeniodavenezia

Mestre, Piazza Ferretto, uno dei luoghi più amati da Giorgio Di Venere

Si iscrive ai primi corsi dell’Istituto d’Arte di Venezia, nell’ex Convento dei Carmini in Dorsoduro. Le difficoltà economiche lo costringono a interrompere: prima apprendista in tipografia, poi impiegato alla Società Telefonica del Veneto. Ma il disegno non smette mai. Frequenta la Fondazione Bevilacqua La Masa, dove sin dal 1957 partecipa alle mostre collettive annuali, fucina giovanile della Venezia del dopoguerra. I suoi maestri sono Guido Balsamo Stella e Carlo Dalla Zorza, due figure cardine della pittura veneta del Novecento. Nel 1960 vince il primo premio per il disegno alla Bevilacqua, l’anno dopo il primo premio per l’incisione. Quello stesso 1960 entra nell’Associazione Incisori Veneti, presieduta da Giorgio Trentin, che porterà le stampe venete in mostre da Graz a Leiden, dal Guatemala a Parigi.

Il Maestro Di Venere nel suo studio di Viale San Marco a Mestre nel 2017

Nel 1963 sposa Rosalinda. Avranno quattro figli: Paolo, Roberto, Elisabetta, Anna. Cinque anni dopo, nel 1968, lascia la Società Telefonica per insegnare calcografia e xilografia all’Istituto d’Arte di Venezia: torna come professore nello stesso laboratorio dove era stato ragazzo. Resta in cattedra fino al 1983. Quindici anni in cui Mestre lo vede partire ogni mattina per Dorsoduro, in vaporetto, attraversando una laguna che diventerà sempre più il suo soggetto. Negli anni Sessanta dipinge pescatori dalle forme severe, raccolti nella fatica quotidiana. Negli anni Ottanta arrivano le incisioni monocrome e le visioni colorate delle periferie, figurazione e geometrie che si intrecciano.

Il salto di scala arriva nel 1998. Marco Goldin, il curatore trevigiano delle grandi mostre internazionali, gli dedica una personale alla Casa dei Carraresi di Treviso, catalogo Electa: Di Venere. Opere su carta 1991–1998. È la prima delle grandi consacrazioni. Negli anni Novanta il suo stile cambia: la stilizzazione si fa essenziale, le forme si semplificano, e all’inizio del nuovo millennio nei suoi quadri compaiono — come scriverà l’amico critico Dino Marangon — “la sagoma di una chiesa, ora i profili di affascinanti isole, ora scorci veneziani”. La sua tavolozza diventa una geografia sentimentale del Veneto: la laguna di Caorle, le foci della Livenza, le darsene, le finestre sul mare, i vigneti. Il Gazzettino

Nel 2014 il Centro Culturale Candiani di Mestre gli dedica la mostra Tempere e opere su carta, curata da Michele Beraldo per Umberto Allemandi editore. Nello stesso anno suo figlio Paolo, anni dopo, lo racconterà così al Gazzettino, alla sua scomparsa: “mio padre è rimasto sempre molto attaccato alla sua città”. Il suo radicamento mestrino è anche civile: nel 2016 partecipa con Luigi Voltolina e altri diciassette artisti alla collettiva Pinocchio e Pulcinella a Ca’ Zen, viale Garibaldi, a due passi dal Municipio. E nel 2017, un suo quadro — senza titolo — diventa la copertina di Il Sacco Bello di Stefano Pittarello: la pittura di Di Venere esce dalle gallerie ed entra nelle librerie mestrine.

Giorgio di Venere mostra per la prima volta l’opera che diventerà copertina de Il Sacco Bello di Stefano Pittarello, nel 2017

Ma il legame più sorprendente con il territorio veneto è in Cadore, a settecento metri d’altitudine. A Cibiana, nella frazione Masarié, c’è un suo murale dipinto sul muro di una casa: si chiama Al Moleta — l’arrotino. Il “paese dei murales”, nato nel 1980 sotto la guida di Vico Calabrò, lo ha invitato a lasciare un segno permanente. Di Venere ha scelto il mestiere dei poveri, quello che da bambino vedeva passare per le strade di Mestre con il carretto e poi con la bicicletta. “El moleta done, el moleta che ve gua la forbeseta”: l’arrotino come autoritratto della propria infanzia.

Il 2022 è l’anno della consacrazione mestrina. A marzo Villa Brandolini di Pieve di Soligo ospita la prima antologica della sua carriera: Dal segno al colore, oltre cento opere, monografia di 140 pagine curata da Dino Marangon per Antiga Edizioni. A settembre, il Premio Mestre di Pittura — fondato nel 1958 da Andreina Crepet Guazzo, presieduto in passato dal poeta Diego Valeri — gli conferisce il Premio alla Carriera. Cerimonia al Teatro Toniolo il 30 settembre. La motivazione lo definisce “interprete di una raffinata ricerca pittorica”. Dopo Ennio Finzi nel 2021, Di Venere è il secondo artista a ricevere il riconoscimento dalla città in cui è nato 95 anni prima. Continuerà a dipingere fino agli ultimi mesi. Si spegne a Venezia il 29 dicembre 2025, dopo una malattia. “Fino a pochi mesi fa ancora dipingeva”, scriverà Claudia Meschini sul Gazzettino. Avrebbe compiuto 99 anni il primo febbraio successivo. Premiomestredipitturaitaly24

Fonti e documenti

Per conoscere l’uomo e la sua voce

Per il racconto della scomparsa

  • Il Gazzettino. Giorgio Di Venere, il pittore muore a 99 anni
    Il Gazzettino — Claudia Meschini, 30 dicembre 2025
    Il necrologio critico di riferimento. Riporta le parole del figlio Paolo e dell’amico critico Dino Marangon. Ricostruisce la carriera passando per le mostre principali e per il Premio Mestre 2022.

Per la critica e la consacrazione

  • Di Venere. Dal segno al colore — Antiga Edizioni 2022
    Antiga Edizioni, a cura di Dino Marangon
    Monografia della prima antologica della carriera (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, marzo–maggio 2022). 140 pagine, testi di Marangon, Gianluca Macovec e Gabriele Salvaterra. La lettura più recente e completa dell’evoluzione stilistica.
  • Premio Mestre di Pittura — Premio alla Carriera 2022
    Premio Mestre di Pittura
    Sito ufficiale della manifestazione fondata nel 1958. Documenta la storia del Premio e il riconoscimento alla carriera assegnato a Di Venere come secondo artista premiato dopo Ennio Finzi.
  • Arte.it — Premio Mestre di Pittura 2022 al Candiani
    Arte.it
    Programma completo dell’edizione 2022 con calendario delle conferenze. Il 21 settembre al Candiani Marangon e Beraldo dedicano una serata a Di Venere; il 30 settembre la premiazione al Toniolo.

Per le opere e l’attività incisoria

Per il legame con il territorio

Per il radicamento mestrino civile



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