Terremoto del Friuli 1976: La notte dell’Orcolàt

Friuli | 1976
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1976

6 maggio, ore 21:00: la prima scossa di magnitudo Richter 6,5

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Giuseppe Zamberletti nominato commissario straordinario per la ricostruzione

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11-15 settembre: tre potenti repliche sismiche in pochi giorni

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Autunno: migliaia di sfollati si trasferiscono negli alberghi del litorale

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Il bilancio di un anno di sisma indica in oltre 1200 le scosse registrate

Sintesi

Il 6 maggio 1976 alle 21:00:12 una scossa di magnitudo 6.5 Richter  colpisce la media valle del Tagliamento. È solo l’inizio: il 15 settembre la terra trema di nuovo, e i paesi appena puntellati cadono una seconda volta. Il bilancio finale è di circa 990 vittime e oltre centomila sfollati. Da quelle macerie nascono il Modello Friuli e la moderna Protezione Civile italiana.

Contesto

Cinquantanove secondi di durata per una scossa di magnitudo 6.5 Richter, il quinto terremoto più distruttivo dell’Italia del Novecento. Devasta la media valle del Tagliamento. L’epicentro macrosismico è nella provincia di Udine tra Gemona e Artegna, in località Lessi. 

il Duomo di Gemona del Friuli dopo la scossa del 6 maggio 1976. Fonte: archivi Cineteca del Friuli.

Centoventi comuni delle province di Udine e Pordenone vengono colpiti, quarantacinque rasi al suolo. Gemona perde quasi quattrocento persone in una sola sera. Venzone, Osoppo, Buja, Trasaghis, Bordano, Forgaria, Majano: nomi che fino a quella notte appartengono solo a chi ci abita, il giorno dopo entrano nel lessico nazionale.

https://maps.app.goo.gl/c385P97osmvPUBjX9

I friulani lo chiamano Orcolàt: l’orco che dorme sotto il monte San Simeone e che, quando si sveglia, fa tremare la terra. Il nome è antico, ma la prima localizzazione del sisma, proprio sul San Simeone, verrà in seguito corretta dagli studi: l’epicentro vero è qualche chilometro più a est. La sera stessa la stazione sismometrica dell’Osservatorio Geofisico Sperimentale di Trieste, nodo della rete mondiale WWSSN, registra l’evento e ne dà la prima localizzazione strumentale. Da quella stazione, e da quella notte, nascerà l’anno dopo la prima rete di monitoraggio sismico permanente del Friuli. A dieci ore dal disastro, il governo Moro nomina commissario straordinario Giuseppe Zamberletti. Il giorno dopo è già a Udine.

L’estate del 1976 è la più lunga della storia friulana recente. I morti sono sepolti, le baracche cominciano ad arrivare, le fabbriche riaprono prima delle case su esplicita richiesta del vescovo Alfredo Battisti: “Prima le fabbriche, poi le abitazioni, poi le chiese.” Sembra che il peggio sia passato. Non lo è.

L’11 settembre alle 18:31 una nuova scossa di magnitudo 5.6 fa cadere ciò che la prima aveva risparmiato. Quattro giorni dopo, il 15 settembre, alle 5:15 e poi alle 11:21, il sisma torna due volte: la seconda con magnitudo 6.0. 

[SEGNAPOSTO VIDEO: embed dello speciale Rai Cultura “6 maggio 1976. Terremoto in Friuli” su RaiPlay, oppure spezzone del filmato del 15 settembre dalla Cineteca del Friuli.]

Dopo il 15 settembre l’autunno arriva in fretta. Quarantamila friulani vengono trasferiti negli alberghi della costa adriatica per non passare l’inverno sotto le tende: sia in Friuli a Grado e Lignano Sabbiadoro che nel litorale veneto a Bibione, Caorle e Jesolo. È un esodo silenzioso e organizzato soprattutto per anziani e bambini. “Si va al mare”, dicono i friulani come si chiamerebbe una vacanza. È la condizione perché i paesi possano essere ricostruiti dov’erano e com’erano. Quando, nella primavera del 1977, gli sfollati torneranno nei villaggi prefabbricati piantati accanto alle macerie, la sequenza sismica conterà milleduecento scosse registrate. 

Fonti e documenti

Per capire il sisma

  Il terremoto del Friuli Dipartimento della Protezione Civile — pagina istituzionale I terremoti del ‘900: il terremoto del Friuli del 6 maggio 1976 INGVterremoti — Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Quella notte, una sola notizia: la mappa interattiva di INGV e OGS con le scosse del terremoto in Friuli 1976 Messaggero Veneto / INGV / La Rete Sismometrica del Friuli Venezia Giulia Centro di Ricerche Sismologiche dell’OGS — Trieste  

Per ricostruire la cronaca delle due stagioni

Speciale Terremoto del Friuli Messaggero Veneto — speciale ipertestuale aggiornato per il cinquantesimo Museo Tiere Motus — Storia di un terremoto e della sua gente Associazione Comuni Terremotati e Sindaci della Ricostruzione — Venzone Terremoto del Friuli, 50 anni dopo. Mattarella e Meloni a Gemona Il Gazzettino — 6 maggio 2026 La cronaca del cinquantesimo anniversario.  

Per le voci dei protagonisti

Il terremoto del Friuli del maggio 1976 Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco — pagina di memoria storica Tracce. Le voci che restano del terremoto in Friuli Podcast del Messaggero Veneto e di Nord Est Multimedia Sono tornate le rondini. Cinquant’anni dopo: storie e memorie Documentario Rai 3 FVG — di Tanja Marmai e Alessandro Spanghero  

Per gli archivi audiovisivi

6 maggio 1976. Terremoto in Friuli Rai Cultura / Rai Storia — speciale di Antonia Pillosio, in onda 5 maggio 2026  Cineteca del Friuli Gemona del Friuli — fondata nel febbraio 1977 Friuli, 50 anni dopo: il modello della rinascita Telefriuli — emittente di Udine 50 anni dopo il terremoto TG7 Nord Est — Telepadova / 7Gold, 6 maggio 2026

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