Venezia e l’inarrestabile crollo demografico

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1951

174.808 residenti in centro storico

1971

108.426 residenti

1991

76.644 residenti

2008

60.720 residenti (al via il contatore di Campo San Bartolomeo)

2025

47.625 residenti

Sintesi

Nel 1951 il centro storico di Venezia aveva 174.808 abitanti. A fine 2025 ne ha 47.625: come a dire che tre residenti su quattro sono andati via nell’arco di settantacinque anni. Una catena cumulativa di eventi: l’industrializzazione di Porto Marghera, l’acqua granda 1966, la progressiva chiusura delle fabbriche insulari. Più recentemente poi il turismo di massa e l’allargamento degli affitti brevi a creare un problema casa che mina il vivere a Venezia quasi quanto l’acqua alta.

Contesto

47.625 residenti nel centro storico di Venezia al 31 dicembre 2025. Nel 1951 erano 175.808. Tre veneziani su quattro hanno fatto le valigie in settantacinque anni. Non una fuga di massa in un anno qualsiasi. Come se se ne fosse allontanato uno alla volta con appartamenti che sempre più di frequente sono passati dai residenti al turismo breve.

[SEGNAPOSTO FOTO: Campo San Bartolomeo, vetrina della Farmacia Morelli con il contatore dei residenti — descrizione: il display luminoso che dal 23 marzo 2008 segna la cifra in calo, simbolo dell’iniziativa di Venessia.com]

Anche il Comune di Venezia nel suo complesso ha avuto una pesante emorragia. Il picco massimo del 1971 con 350.284 abitanti vede a inizio 2026 una discesa a 251.294. La geografia dell’esodo sembrava precisa con la laguna che si svuotava e parallelamente la terraferma a riempirsij. Mestre e Marghera, annesse al Comune nel 1926 sotto la regia di Giuseppe Volpi, erano passate da circa 20.000 abitanti a un picco di 210.674 nel 1975. L’inversione avvenne nel 1960: per la prima volta la terraferma superò la laguna. Da quel momento il centro storico non ha più rialzato la testa. Ma anche la terraferma ha progressivamente cominciato a perdere residenti negli ultimi decenni.

[SEGNAPOSTO MAPPA GOOGLE EARTH/COPERNICUS: confronto Marghera 1985-2024 — descrizione: timelapse del polo industriale e dell’urbanizzazione di Mestre]

La macchina che avviò il progressivo svuotamento della laguna fu la creazione di Porto Marghera. Il 23 luglio 1917 il presidente del Consiglio Paolo Boselli, il sindaco Filippo Grimani e il conte Volpi firmarono la convenzione che fondava il polo industriale. L’idea era esplicita: affiancare alla Venezia turistica una seconda Venezia, commerciale e industriale, in terraferma. Funzionò. Marghera offriva lavoro, casa moderna, servizi, automobili. Cose impossibili nei sestieri. Si lasciava San Polo per il Villaggio San Marco, Castello per la Cita.

Poi venne il 4 novembre 1966. Centonovantaquattro centimetri sopra il medio mare a Punta della Salute. Murazzi di Pellestrina sfondati, blackout prolungati fino a dieci giorni, quattromila appartamenti ai piano terra devastati. Il censimento del 1971 registrò 28.724 residenti in meno rispetto a dieci anni prima. L’acqua granda non aveva svuotato Venezia in una notte, ma reso evidente in poche ore che vivere ai piani bassi di una città in laguna era un atto di resistenza, non più una scelta naturale.

[SEGNAPOSTO VIDEO YOUTUBE/RAIPLAY: filmato d’archivio dell’acqua granda 1966]

[SEGNAPOSTO BANNER PUBBLICITARIO 1]

F2 — Secondo blocco

Negli anni Ottanta e Novanta chiusero le fabbriche insulari: il Cotonificio,il Molino Stucky, la Junghans, le ultime attività dell’Arsenale. Il centro storico perse il suo lavoro. Restava il turismo su cui affidarsi in pieno.

Nel 2019, il 12 novembre, l’acqua tornò: 187 centimetri, secondo livello dal 1872. Un miliardo di euro di danni. Pochi mesi dopo, il 3 ottobre 2020, il MOSE che dopo lunga gestazione era stato costruito alle tre bocche di porto si alzò operativamente per la prima volta. Diciassette anni dopo l’inizio dei lavori, sei miliardi spesi, decenni di scandali alle spalle. Da allora è stato attivato oltre cento volte e ha funzionato. Ma il livello del mare continua a salire, e tra il 2010 e il 2019 si sono registrati 40 eventi sopra i 120 centimetri, contro i meno di cinque della prima metà del Novecento. L’acqua resta un fronte aperto.

[SEGNAPOSTO FOTO: il contatore della Farmacia Morelli accanto a quello della libreria Marco Polo]

Il fronte nuovo è la casa. Il 9 settembre 2023 i posti letto turistici (49.693) hanno superato i residenti (49.304). Era il sorpasso che l’Osservatorio Civico OCIO documentava da mesi: dal 1997 al 2022 la municipalità Venezia-Murano-Burano ha perso 2,4 residenti al giorno e acquisito 4,8 posti letto turistici al giorno. Un anno dopo i posti letto erano oltre 50.000, e il 44% era ricavato in immobili residenziali. Case che non sono più case.

Il Comune ha provato a rispondere applicando dal 25 aprile 2024 il contributo d’accesso di cinque euro per i visitatori giornalieri, esteso nel 2025 a 54 giornate. Tra il 25 aprile e il 5 maggio gli accessi sono saliti da 677.590 nel 2023 a 747.387 nel 2024. Il ticket monetizza ma non frena. Nel settembre 2023 l’UNESCO, contro il parere dei suoi tecnici, decise di non inserire Venezia tra i siti patrimonio mondiale in pericolo. E al ritmo attuale di circa 600 residenti persi l’anno, il centro storico potrebbe scendere sotto i 40.000 abitanti entro il 2035, soglia sotto la quale, secondo molti studiosi, la struttura sociale autopropulsiva della città non è più sostenibile.

Fonti e documenti

Per i numeri ufficiali

Popolazione residente — Comune di Venezia, Servizio Statistica Comune di Venezia, Ufficio Statistica e Ricerca aggiornato al 31 dicembre 2025 La fonte primaria con serie storiche per municipalità da consultare per ogni verifica numerica.

Movimento demografico — Comune di Venezia Comune di Venezia, Ufficio Statistica e Ricerca. A gennaio 2026 Il dettaglio del bilancio demografico al 31/12/2025, saldi naturale e migratorio.

Per capire il nodo casa-residenti-turisti

Il sorpasso — 9 settembre 2023 OCIO , Osservatorio Civico sulla Casa e la Residenzialità : 9 settembre 2023 Il documento storico del sorpasso letti turistici/residenti. Dati elaborati su anagrafe comunale e Portale GeoIDS.

A mente fredda sullo spopolamento di Venezia OCIO, Osservatorio Civico: analisi del 2024 Il miglior testo critico sulle cause storiche dello spopolamento. Riprende l’indagine CENSIS del 1973 e arriva alla redditività differenziale degli affitti brevi.

50.016 posti letto turistici nella città storica OCIO, Osservatorio Civico. Mappa della trasformazione del patrimonio abitativo in ricettivo.

Contatore dei veneziani — Farmacia Morelli, dal 2008 Venessia.com; la storia del contatore di Campo San Bartolomeo, simbolo internazionale dello spopolamento.

Report Popolazione di Venezia — ottobre 2019 We Are Here Venice, ricerca strutturata Studio comparativo con altri grandi Comuni italiani, flussi residenziali centro-terraferma, geografia interna dello spopolamento.

Per l’acqua, da quel 4 novembre al MOSE

Le alluvioni del Novembre 1966 CNR, Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (IRPI), Polaris Inquadramento scientifico nazionale dell’evento del 4 novembre 1966. Dati su sfollati , regioni colpite, dimensione dell’alluvione oltre Venezia.

4 novembre 1966 — la cronaca dell’acqua granda 1600Venezia, comitato per i 1600 anni della città Racconto narrativo accurato dell’evento, con dati tecnici sui Murazzi di Pellestrina e l’isolamento delle isole.

Cinque anni fa la seconda Acqua Granda di Venezia Gruppo TV7, 12 novembre 2024 Servizio televisivo a cinque anni dall’evento del 12 novembre 2019.

Quanto è costato il MOSE e quanto costa ancora Pagella Politica: fact-checking I numeri reali dell’opera.

Per la macchina che svuotò la laguna

Cento anni fa nasceva il polo industriale di Porto Marghera La Nuova Venezia, 23 luglio 2017 La ricostruzione del centenario nella memoria del quotidiano locale. La firma della convenzione del 1917, il ruolo di Volpi, gli oltre 40.000 occupati degli anni Settanta.

Storia operaia di Porto Marghera Treccani Enciclopedia Italiana Lettura politica e sociale del polo: “denaro pubblico per profitto privato” e l’incompatibilità strutturale con la laguna.

Per le risposte politiche e UNESCO

Aspettando l’ultima onda: Venezia, l’overtourism e il nodo della casa DiTe, Dinamiche Territoriali: febbraio 2026. Analisi dell’efficacia (limitata) del contributo d’accesso. Numeri comparati 2023-2024 sugli accessi nel periodo del ticket.

L’UNESCO reitera la raccomandazione: inserire Venezia tra i patrimoni a rischio ONU Italia, luglio 2023 La versione tecnica della raccomandazione del World Heritage Centre, poi disattesa dal Comitato. Documenta l’allarme degli esperti sull’aeroporto, la torre Setten, il livello del mare.

Lo spopolamento di Venezia previsto 40 anni fa: «Ma nessuno si è mosso» Antenna Tre Medianordest, servizio di Filippo Fois, 24 gennaio 2022 Il convegno “Idea di Venezia”.

Nodi collegati

  • Suggerimento Nodo 1
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Nel 1951 il centro storico di Venezia aveva 174.808 abitanti. A fine 2025 ne ha 47.625: come a dire che tre residenti su quattro sono andati via nell’arco di settantacinque anni. Una catena cumulativa di eventi: l’industrializzazione di Porto Marghera, l’acqua granda 1966, la progressiva chiusura delle fabbriche insulari. Più recentemente poi il turismo di…